L’OSTE CUSTODE

Nelle maglie di tale rete denominata “l’oste custode” si potrà gustare  le ricette di una volta estrapolate direttamente dalla tradizione popolare locale. L’identità culinaria sarà un’aspetto importante di tale progetto. Tale interpretazione attiverà tutti i ristoranti e gli agriturismi che ne vorranno essere partecipi.

Il tematismo del cibo legato all’oste custode abbraccerà tutte queste sottocategorie: il cibo quotidiano; il pane e il lievito e la loro preparazione; il pane di granturco; la polenta; i tagliolini; i frascarelli; i fagioli; le erbe; le verdure; il cibo festivo; le tagliatelle con le uova; la pizza con le noci e il fristingo per Natale; frappe, frittelle e scroccafusi; le pizze e le ciambelle di Pasqua; la palombella, lo scarsello, la bamboletta; i piconi con il formaggio o la fava; la rocciata; il serpe; il torciglione; la nociata; le fave dei morti; il cibo del matrimonio.

LA REGINA DEI SAPORI E IL CIBO CHE CURA

Nella cucina essa accumula, trasforma e tramanda un sapere fondamentale: la conoscenza dei sapori, degli odori, della combinazione tra gli elementi.
È una conoscenza affine a quella alchemica che emerge dalle testimonianze delle donne da noi intervistate.
È questo universo peculiare, che la donna riesce a preservare facendo giungere fino a noi ricette antichissime e sapori semplici e raffinati.
La cuoca è colei che nutre, colei che da il cibo della vita. La dea nuovamente seduta a mensa con noi.

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